CANDIDOSI VULVOVAGINALE

Scritto il 7 settembre 2017 nella Categoria ginecologia, ozonoterapia

COS’E’ LA CANDIDOSI VULVOVAGINALE?

Le micosi vulvovaginali sono infezioni da funghi della vulva e della vagina. Quando tali infezioni si manifestano con una frequenza di più di 3 episodi all’anno si parla di infezioni riccorenti. Più del 50% delle donne sopra i 25 anni sviluppano 1 episodio di micosi durante la loro vita. Meno del 5% di queste donne andranno incontro a infezioni riccorenti. Nonostante, facilmente trattabile, la micosi può creare una sensazione spaicevole per la donna, influenzando la vita sessuale e la qualità di vita.

Si tratta di un fungo (lievito) che colonizza, fisiologicamente, la vagina, la bocca, l’apparato digerente ed altre parti del corpo umano. I sintomi appaiono solo quando si verifica un aumento della loro crescita. Tale crescita è tenuta sotto controllo dai batteri amichevoli del nostro corpo. Le infezioni sono molto comuni nei neonati prematuri e negli adulti, pz immunosoppressi, immunocompetenti.

QUALI SONO I FATTORI DI RISCHIO?

Le micosi vulvovaginali causano irritazione vaginale. La Candida Albicans é il fungo più frequente, responsabile del 80-92% delle micosi vulvovaginali.

I fattori di rischio possono essere più di uno. La candidosi è rara nelle donne non mestruate e nelle donne in post-menopausa. In molte donne, i cambiamenti dei livelli ormonali che avvengono una settimana prima della mestruazione sono una causa delle micosi. Può manifestarsi durante la gravidanza, specialmente nel 3° trimestre. Inoltre, alti dosaggi di pillola sono associati a candidosi.

Mentre non è considerata una malattia sessualmente trasmessa, durante i rapporti sessuali può essere trasmessa. In rari casi, alcuni uomini, sviluppano dermatite al pene in seguito al contatto con donne affette da candidosi.

Altri fattori di rischio sono:

il Diabete Mellito, gli antibiotici (uccidono i batteri amichevoli), il sistema immunitario compromesso (chemioterapia, HIV, farmaci immunosoppressivi), le spugne vaginali, la spirale.

Indumenti troppo stretti o intimi sintetici che non permettono un’adeguata traspirazione sono causa di candidosi.

QUALI SONO I SINTOMI TIPICI DELLA CANDIDOSI?

Prurito

Scariche vaginali biancastre dense

Irritazione della vulva e della vagina

Bruciore durante la minzione

Dispareunia (dolore durante i rapporti sessuali)

Nel caso dei sintomi suddetti bisogna fare una visita ginecologica. Il ginecologo durante l’esame clinico può fare la diagnosi di candidosi vulvovaginale e chiedere il tampone vaginale per confermare tale diagnosi.

COME VIENE TRATTATA LA CANDIDOSI?

Gli antimicotici sono i farmaci per la terapia della candidosi. Tra questi i più comuni sono il Fluconazolo, il Miconazolo, il Clotrimazolo, l’Imidazolo che sono sotto forma di crema, di compresse, di supposte. La durata del trattamento dipende dal tipo di medicazione proposta. Da notare che gli antimicotici non vanno somministrati alle gravide per bocca, solo a livello vaginale.

Di solito, un sollievo notevole si presenta nelle prime 24-48 ore dall’inizio della terapia. Se viene proposta una terapia di lunga durata e rimane incompleta, l’infezione probabilemente tornerà. I corticosteroidi topici non vanno somministrati perchè esacerbano la sensazione del bruciore.

Importante nelle donne che viene proposta la terapia antibiotica, prescrivere sempre un antimicotico come profilassi dalla candida.

QUANDO VIENE PROPOSTA L’OZONOTERAPIA?

Quando tutte le terapie proposte sono fallite o quando la donna è affetta di candidosi riccorenti e non riesce a trovare una soluzione, allora l’ozonoterapia si propone come la terapia che può risolvere il problema in maniera definitiva.

L’ozonoterapia non viene applicata solo nelle micosi vulvovaginali ma è un trattamento indicato per i disordini dell’apparato riproduttivo specialmente vaginali, uterini, ovarici e del basso addome, come p.es. endometriosi, fibromi, infiammazioni pelviche.

Le modalità di somministrazione dell’ozono sono varie, insufflazione vaginale, insufflazione rettale, per via venosa, intramuscolare ecc. Nell’ insufflazione vaginale si inserisce un piccolo catetere e l’ozono viene insufflato a livello della zona interessata. È un metodo indolente, non invadente, non spiacevole per la paziente. Non è necessaria la sedazione e non viene richiesta nessuna preparazione.

L’ozono (O3) è un gas innocuo e senza effetti collaterali che va a stimolare l’azione anti-ossidante dell’organismo potenziando nello stesso tempo le difese del sistema immunitario e riportando l’equilibrio della flora vaginale nella norma.

L’azione dell’ozono è molto drastica, riducendo i sintomi vaginali per un periodo molto a lungo con un beneficio notevolissimo. È, comunque, un trattamento sicuro, non tossico e può essere ripetuto a determinati intervalli di tempo.

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