DIAGNOSI DI GRAVIDANZA

Scritto il 3 febbraio 2016 nella Categoria ecografia, ginecologia, mestruazione

 

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Il primo sintomo della gravidanza, invariabilmente presente e ben noto a tutti, è l’assenza della mestruazione cioè l’amenorrea. Si può senz’altro affermare che la causa più frequente di amenorrea nella giovane donna sia proprio la gravidanza.

Altri tipici sintomi di accompagnamento che si trovano all’inizio di una gravidanza normale, peraltro in entità variabile da donna a donna, sono la nausea, il vomito, una certa tensione delle mammelle e un’aumentata frequenza ad urinare.

Le donne abituate a misurare la temperatura basale potranno rilevare una tipica persistenza della elevazione di detta temperatura oltre le consuete due settimane, rispetto alla prima fase del ciclo nel quale si è avuto il concepimento.

La visita ginecologica all’inizio della gravidanza può fornire esclusivamente dei segni di probabilità che, tra l’altro, non sono sovrapponibili e riscontrabili in tutte le pazienti. Essi sono costituiti dalle modificazioni di volume, forma e consistenza del collo e del corpo dell’utero.

Quelli appena descritti erano i sintomi e i segni sui quali un tempo si poteva unicamente basare la diagnosi di gravidanza, la quale poteva pertanto giungere con certezza più tardivamente rispetto a quanto è possibile fare oggi. Oggi infatti vi sono a disposizione i test biochimici e l’ecografia che consentono di effettuare una diagnosi di certezza molto precocemente.

I test biochimici si basano sulla rilevazione della gonadotropina corionica (HCG) che è l’ormone prodotto dalla placenta fin dalle sue primissime fasi, cioè subito dopo l’impianto nell’utero dell’ovulo fecondato, circa una settimana dopo il concepimento. Vediamo grossolanamente questi tempi:

a) considerando un ciclo medio di 28 giorni, l’ovulazione (e quindi la fecondazione e il concepimento) avvengono circa due settimane dopo l’inizio dell’ultima mestruazione; b) dalla tuba, dove avviene la fecondazione, l’ovulo fecondato, che si può già chiamare embrione, dopo circa una settimana giunge ad impiantarsi  nell’utero e produce la HCG che entra nella circolazione sanguigna materna; c) questo ormone “informa” le ovaie che è in atto una gravidanza e, così facendo, impedisce la mestruazione creando e mantenendo un ambiente ormonale e tessutale che consente all’embrione di svilupparsi.

La gonadotropina corionica (HCG) può essere dosata nelle urine o nel sangue della gestante usando dei reagenti particolari. I kit “casalinghi”, venduti in farmacia per eseguire il test di gravidanza sulle urine, sono già sufficientemente sensibili, seguendo accuratamente le modalità d’uso, quando una donna si accorge della mancanza mestruale. Addirittura sarebbero già sufficientemente sensibili anche diversi giorni prima della mestruazione attesa. I test di laboratorio, eseguiti sul sangue materno, ancora più sensibili, sono da riservare a particolari casi clinici (diagnosi differenziale tra aborto interno e ritardo del concepimento, sospetto di gravidanza extrauterina) che verranno indicati dallo specialista.

L’ecografia consente di confermare con certezza la gravidanza osservando l’anatomia delle varie fasi dello sviluppo embrionale (si veda eventualmente anche la pagina dedicata all’ecografia ostetrica del primo trimestre). La diagnosi ecografica di gravidanza può essere posta solo in un momento successivo a quello in cui risultano positivi i test biochimici, ma, a differenza di questi ultimi, ha il vantaggio di localizzare anatomicamente la gravidanza stessa (escludendo la gravidanza extrauterina), porta a riconoscere una gemellarità, consente di datare la gravidanza in modo preciso e contribuisce a “dare un volto” al concepito per la soddisfazione dei genitori. Vediamone i tempi:

a) dopo le 4 settimane di età gestazionale, cioè dopo 2 settimane dal concepimento (vedi anche la datazione della gravidanza) è possibile incominciare a visualizzare il sacco gestazionale, cioè la sacca liquida che contiene l’embrione in via di sviluppo, embrione ancora non visibile a quest’epoca; b) il volume del sacco gestazionale aumenta di circa 1.2 mm al giorno; quando il sacco gestazionale raggiunge un diametro di circa 10 mm, diventa visibile il sacco vitellino, una struttura esclusivamente presente in questa prima fase della vita, che poi regredisce con l’avanzare delle settimane; c) dopo 6 settimane di età gestazionale compare l’embrione con il suo battito cardiaco ben visibile; d) come spiegato a proposito dell’ecografia ostetrica, la misura vertice-sacro dell’embrione (CRL) consentirà di datare la gravidanza con precisione fino alla 12a

Morale conclusiva: al ritardo mestruale eseguite il test della farmacia; se risultate in gravidanza rivolgetevi allo specialista ginecologo che vi consiglierà gli esami che di consueto vengono prescritti nel primo trimestre. Tra questi esami sarà prevista anche un’ecografia, non necessariamente da eseguirsi immediatamente, ma comunque da eseguirsi all’interno dei primi tre mesi.

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