“Effetti della terapia manuale nella riduzione del dolore nella cefalea di tipo tensivo”

Scritto il 27 giugno 2016 nella Categoria Open Day

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La cefalea miotensiva rientra nel novero delle cosiddette cefalee primarie, assieme con

emicrania e cefalea a grappolo. Fra queste è certamente la più comune, con una

prevalenza nella popolazione mondiale intorno al 40% ed una netta predominanza nel

sesso femminile (rapporto di 5:1) e nelle popolazioni europee (80%) piuttosto che

americane ed asiatiche. Uno studio condotto fra 2008 e 2009, ha attribuito alla cefalea

miotensiva un costo di oltre 300 euro a persona in un anno, fra visite ospedaliere,

specialistiche ed esami di laboratorio, per un totale di 21 miliardi l’ anno in Europa. La

Società Internazionale delle Cefalee (IHS) classifica la cefalea di tipo tensivo in tre ulteriori

sottogruppi: episodica sporadica, episodica frequente e cronica. Di durata e frequenza

variabili, sono accumunate da dolore tipicamente bilaterale e di qualità gravativo-

costrittiva.

Come anche per le altre cefalee di tipo primario, l’ eziologia e la patogenesi sono, ad oggi,

ancora ignote. Alcuni autori ipotizzano l’ esistenza di una base neurobiologica, con una

variazione dei livelli di neurotrasmettori nel sistema nervoso centrale, come la serotonina.

Tuttavia, diversi studi evidenziano l’ intima relazione istologica (dei tessuti) fra la

muscolatura sub-occipitale (base del cranio) e i prolungamenti della dura madre, a formare

un complesso definito ponte durale (myodural bridge), situato nello spazio occipito-

atlantoideo e atlanto-epistrofico (fra occipite, prima e seconda vertebra cervicale). Ne

consegue quindi che la muscolatura sub-occipitale, oltre a mantenere la postura del capo,

trasmetta anche le forze tensionali alla dura madre e viceversa. L’ ipertono della

muscolatura di testa e collo, sembra quindi avere un ruolo primario nella patogenesi della

cefalea miotensiva, tanto è vero che, nel 60% dei pazienti presi in esame, si è riscontrato

un livello elevato di attività nella muscolatura pericranica al tracciato elettromiografico. Alla

luce della relazione emersa fra muscoli sub-occipitali e dura madre, ma soprattutto della

stretta relazione di quest’ ultima con la cisterna magna (una dilatazione dello spazio fra le

meningi colmo di liquido cefalo-rachidiano), i ricercatori ipotizzano che l’ anomalo

tensionamento della muscolatura sub-occipitale e/o della dura madre, possa ridurre il

drenaggio del liquido cefalo-rachidiano a livello della base cranica, con conseguente

aumento della pressione nello spazio inter-meningeo e possibile manifestazione del

sintomo.

Le terapie convenzionali per la cefalea di tipo tensivo sono esclusivamente sintomatiche,

generalmente farmaci analgesici o antinfiammatori non steroidei, come ad esempio il

paracetamolo. Tuttavia, essendo un tipo di cefalea particolarmente problematico in termini

di prevalenza, incidenza e costi, sono state studiate cure alternative non farmacologiche al

fine di migliorare la qualità della vita dei pazienti, riducendone intensità e frequenza del

dolore. A tal proposito, la terapia manipolativa è stata largamente testata, attraverso

numerosi trial clinici che ne hanno attestato una validità ormai scientificamente

riconosciuta. L’ Osteopatia in quest’ ambito, si differenzia dalle terapie convenzionali

(farmacologiche e non) per via di un approccio non sottoposto a protocolli definiti, bensì

incentrato sulla persona e sulle disfunzioni rinvenute nel singolo paziente. Il trattamento

Osteopatico mira alla risoluzione, tramite tecniche dirette ed indirette, delle disfunzioni

somatiche a carico delle strutture imputate come possibili cause della cefalea. In

letteratura diversi studi hanno infatti dimostrato come alcune tecniche manipolative

possano avere un’ azione indiretta a livello del sistema nervoso centrale, così come le

tecniche di manipolazione cervicale, piuttosto che di inibizione della muscolatura sub-

occipitale, riducano il mal di testa sia in termini di frequenza che di intensità. Sono queste,

tutte tecniche abbondantemente utilizzate in Osteopatia.

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