I Disturbi del comportamento alimentare

Scritto il 15 luglio 2017 nella Categoria Patologie

I Disturbi del comportamento alimentare: I disturbi del comportamento alimentare (indicati con l’abbreviazione DCA) sono patologie che mostrano un tale trend di crescita da poter rappresentare una vera e propria epidemia sociale, sopratutto nelle fasce d’età’ giovanili ( ANORESSIA, BULIMIA ecc…).

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Solo in Italia si calcola, infatti, che siano più di due milioni i ragazzi che ne soffrono, con una netta prevalenza nel sesso femminile anche se recentemente, l’incidenza nel sesso maschile sta progressivamente aumentando. Una classificazione precisa e’ sempre più difficile, in quanto oggi, rispetto a quanto si osservava in passato, e’ più probabile osservare, nello stesso soggetto, una trasformazione della patologia con sintomi tipici, che migrano nel tempo in quelli tipici di un’altra tipologia. Così, ad esempio, e’ facile osservare che una giovane donna, che inizia il suo disturbo alimentare sotto forma di restrizione calorica (quindi con tutti i caratteri della anoressia nervosa), possa, nel tempo, iniziare a mettere in atto meccanismi compensatori quali vomito, uso di lassativi, diuretici, iperattività fisica, tipici della bulimia nervosa.

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Esistono poi una serie di disordini del comportamento alimentare, estremamente mutevoli nelle loro manifestazioni cliniche e quindi di difficile inquadramento nelle categorie diagnostiche e che vengono indicati con il termine DA-NAS, cioè Disturbi Alimentari Non Altrimenti Specificati.
È’ stato dimostrato che i DCA sono connessi con i modelli estetici tipici della cultura occidentale, quali l’idealizzazione dell’immagine corporea, l’esasperazione della magrezza, ecc.
Ovviamente, i sintomi attecchiscono in quei soggetti che vivono situazioni di disagio profondo, e vi funzionano come tentativo di adattamento; infatti, i dati dimostrano come, a fronte di un aumento dei casi di DCA, si assiste ad una forte riduzione dei casi di depressione o tossicodipendenza nelle stesse fasce di età, rispetto al passato.

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1- ANORESSIA NERVOSA indicata col termine NA, attualmente riguarda il 15% dei casi, prevale nel sesso femminile ed esordisce nell’adolescenza. Si manifesta in maniera evidente, con una perdita di peso rapida e significativa, fino alla denutrizione estrema, e a volte x raggiungere l’obiettivo vengono attuati anche meccanismi compensatori quali vomito autoindotto, abuso di diuretici e lassativi, iperattivita’ fisica.
È’ caratterizzata dal mantenimento volontario del peso corporeo ben al di sotto del limite della normalità (BMI uguale o inferiore a 17,5).
Altri caratteri distintivi sono l’alterazione nella percezione della propria immagine corporea: le giovani pazienti si sentono grasse nonostante la magrezza. Le conseguenze fisiche di una tale restrizione calorica sono, nelle femmine, l’amenorrea (scomparsa del ciclo mestruale) e, dato che generalmente la AN insorge in età evolutiva, alla riduzione del peso si associa anche un arresto nella crescita staturale con un mancato raggiungimento dei picchi di massa ossea, inducendo una grave osteoporosi.

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2- BULIMIA NERVOSA. Indicata con il termine BN, rappresenta il 30% del totale dei DCA. Può essere una evoluzione della AN e generalmente insorge ad una età meno precoce rispetto ad essa. Anche in questo caso, vi e’ una vera ossessione per il mantenimento di un peso basso; il soggetto, in seguito a periodi di forti restrizioni dietetiche, perde il controllo nell’assunzione del cibo andando incontro ad abbuffate compulsive con successivi comportamenti compensatori ricorrenti (gli stessi della anoressia). Durante le abbuffate, il soggetto assume quantità di cibo significativamente maggiore di quanto una persona mangerebbe in situazioni simili, con la netta sensazione di perdita di controllo durante l’episodio, seguono senso di disgusto e meccanismi compensatori che, rispetto a quanto accade per la AN, sono invece sempre presenti. In questi pazienti si evidenziano abrasione del palato ed erosione dello smalto dentale, ipertrofia delle ghiandole salivari, lesioni esofagee; l’abuso di diuretici e lassativi comporta alterazioni elettrolitiche (ipopotassiemia, ipocloremia), alcalosi metabolica con gravi conseguenze a livello cardiovascolare, quali le aritmie, fino a cardiomiopatie irreversibili. Talvolta il soggetto riesce, nonostante tutto, a mantenere un peso normale, e ciò’ comporterebbe una mancata considerazione della gravità della situazione.

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3- DISTURBO DA ALIMENTAZIONE INCONTROLLATA, che fa parte dei DA-NAS.
Qui si assiste ad una totale perdita di controllo rispetto al cibo, così come rispetto ad altre sostanze che creano dipendenza (alcol, fumo, droghe, farmaci, ecc). Il soggetto diviene ansioso per la sensazione di disgusto verso se stesso; inoltre soffre un’alterato stato di coscienza durante le abbuffate compulsive (come se l’abbuffata fosse compiuta da qualcun altro), si sente a disagio e soffre di profondi sensi di colpa. In questi casi, le abbuffate non sono mai seguite da meccanismi compensatori.
Questa tipologia e’ la più diffusa, conta circa il 50 % del totale dei casi di DCA, ed e’ sempre più diffusa tra gli obesi. Infatti, la dieta restrittiva e’, spesso, un fattore di rischio per il Disturbo da Abbuffata Compulsiva; si sta inoltre rapidamente diffondendo in bambini ed adolescenti, spesso accompagnata da disturbi dell’umore.

In tutti i pazienti affetti da DCA, non è sufficiente riportare il peso nella normalità; e’ invece necessario attuare una vera e propria riabilitazione nutrizionale che deve procedere parallelamente ad un percorso di tipo psicologico che porti il soggetto a liberarsi dei suoi pensieri ossessivi.

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