La retinopatia diabetica, la realtà italiana d’oggi

Scritto il 17 marzo 2018 nella Categoria Leda Clinic, Metodiche, oculistica

IL DIABETE E L’OCCHIO, L’IMPORTANZA DELLA PREVENZIONE DELLE COMPLICANZE OCULARI E DELLA DIAGNOSI PRECOCE.

CHE COSA IL PAZIENTE DIABETICO DEVE SAPERE E COSA DEVE FARE PER SALVAGUARDARE I PROPRI OCCHI ED IL RUOLO DEL MEDICO OCULISTA.

La retinopatia diabetica, la realtà italiana d’oggi.

La retinopatia diabetica è in continuo aumento, ma con un percorso di prevenzione, cura e riabilitazione può essere fermata. Questa patologia è ancora oggi sottovalutata, anche dai pazienti diabetici stessi, che, pur sapendo che la loro malattia cronica può portare a una compromissione dell’occhio, tendono a non preoccuparsene finché non ne accusano i primi sintomi, invece un paziente su tre è a rischio cecità..

Dei circa 3 milioni e 200mila persone che in Italia convivono con il diabete (il 5,3% della popolazione), si calcola che circa un quarto soffra anche di retinopatia. E dopo i 15 anni di malattia, la frequenza dei problemi agli occhi tende a salire fino al 75-80% per cento dei malati. Un problema che può essere curato, ma se non viene riconosciuto e trattato per tempo può portare alla cecità. Infatti la retinopatia è la prima causa di cecità e ipovisione in età lavorativa nei paesi sviluppati.

Oggi ancora molti pazienti sono sotto-diagnosticati: si calcola che solamente l’11% dei pazienti viene sottoposto regolarmente a visita oculistica. Una percentuale veramente molto bassa, se si pensa che lo diagnosi precoce può prevenire il 98% del calo dell’acuità visiva nei pazienti. Quindi bisogna agire sensibilizzando al problema i pazienti diabetici, è fondamentale infatti, arrivare a una diagnosi di retinopatia diabetica in tempo utile per affrontarla.

La retinopatia diabetica, l’importanza della prevenzione e degli stili di vita.

Un paziente diabetico, indipendentemente dalla presenza della retinopatia diabetica, dovrebbe condurre una vita sana.

– Una dieta equilibrata è fondamentale per evitare sbalzi della glicemia durante la giornata. I cibi e le bevande contenenti zuccheri dovrebbero essere assunte limitatamente o eliminate proprio per evitare innalzamenti improvvisi della glicemia.

– E’ importante che il paziente diabetico monitorizzi i suoi valori glicemici, annotandoli e mostrandoli poi al proprio diabetologo di fiducia. Una regolare e moderata attività fisica, come semplicemente fare una camminata giornaliera di circa 30 minuti, aiuta a mantenere la glicemia a livelli migliori ed ha contemporaneamente un benefico effetto sul sistema cardio-vascolare, importantissimo per i pazienti diabetici. Un miglior controllo della glicemia può ridurre, allontanare o evitare l’insorgenza della retinopatia diabetica, è pertanto fondamentale che il paziente diabetico si impegni a condurre una vita sana e regolare.

Cosa fare e quali i controlli periodici da eseguire?

– Fondamentale per il diabete, e quindi anche le sue complicanze come appunto la retinopatia diabetica, è sapere che sono patologie che vanno intercettate precocemente per mettere in atto tutte le strategie idonee e contenerne così l’impatto. Nel caso della retinopatia occorre lavorare su una diagnosi precoce, dal momento che questa condizione è complessa e fatta di molti stadi, alcuni dei quali possono portare a una serie o una totale compromissione della vista.

– Ogni persona con diabete di tipo I (il diabete che comincia nell’infanzia o nell’adolescenza e che viene classificato come una malattia autoimmune) dovrebbe eseguire un controllo del fondo oculare entro i primi anni della diagnosi, mentri i pazienti con diabete di tipo II (quello dell’adulto) dovrebbero già programmarlo al momento della diagnosi stessa di diabete, ed in seguito il controllo del fondo oculare dovrebbe essere eseguito sempre una volta all’anno. L’esame del fondo dell’occhio deve essere effettuato dal medico oculista per diagnosticare una retinopatia diabetica e poter intervenire tempestivamente.

Ma quali sono i sintomi a cui un diabetico deve prestare attenzione ?

– Qualsiasi disturbo o calo della vista, dalla comparsa di macchie scure e aloni nel campo visivo a una visione distorta e offuscata, alla difficoltà di percepire bene i colori. In genere, una qualsiasi alterazione della vista dovrebbe essere il campanello d’allarme per sottoporsi ad un controllo oculistico approfondito.

Ma come insorge la retinopatia diabetica e cosa succede quando il diabete colpisce gli occhi ?

– Abbiamo detto che tra le complicanze del diabete, quelle che minacciano la vista possono essere gravi. Più precisamente il diabete mellito è una malattia che colpisce i piccoli vasi sanguigni, di cui è ricco l’occhio e particolarmente la retina. Infatti il rischio di retinopatia diabetica aumenta con la durata del diabete perché il danno a livello retinico può essere considerato come espressione di un’alterazione cronica, ma anche la gravità del diabete e una concomitante pressione alta del sangue (ipertensione) facilitano l’insorgenza precoce dei danni della retina. Così accade che la glicemia alta porti a un progressivo danno della microcircolazione, tanto che i piccoli vasi sanguigni che nutrono la retina possono danneggiarsi, provocando fuoriuscita di sangue (cioè micro e macro emorragie retiniche), o chiudersi e non permettere quindi più al sangue di passare, generando una riduzione di apporto di ossigeno alla retina ( cioè ischemia retinica).

– La retinopatia diabetica è in realtà l’espressione di uno stato di sofferenza del circolo sanguigno retinico che degenera in una condizione di ipossia retinica, ovvero rallentato e ridotto apporto d’ossigeno alla retina. In pratica, come in altri distretti del corpo umano quando un tessuto non riceve più sangue e quindi ossigeno, degenera. A livello retinico questo stato di mancata ossigenazione porta a una alterazione dei vasi sanguigni della retina che può provocare la formazione di ischemia, emorragie e di edema (accumulo di liquido nella retina) Particolarmente grave è l’edema che colpisce la macula, la parte centrale e più importante della retina: l’edema maculare diabetico.

Quali sono allora per un diabetico gli esami da fare ?

Nel caso in cui il paziente diabetico avverta un qualsiasi peggioramento della vista, deve rivolgersi al medico per una visita oculistica e un esame approfondito del fondo oculare tramite il quale l’oculista guarda la retina e può già capire se vi sono segni di retinopatia diabetica oppure no . Nel caso il paziente presentasse dei segni di retinopatia diabetica possono essere richiesti degli esami di approfondimento che sono:
– l’OCT (tomografia a coerenza ottica), che consente di esaminare la macula utilizzando un semplice fascio di luce e di scoprire se c’è un edema maculare diabetico;
– la fluorangiografia, questa a carico del SSN per i pazienti diabetici a cui è prescritta che, attraverso un’iniezione di un colorante nella vena del braccio del paziente, permette di visualizzare nel dettaglio il microcircolo sanguigno della retina e valutare se ci sono aree di mancata ossigenazione, emorragie od edema maculare.

Quali sono le terapie indicate in caso di retinopatia diabetica ?

Sicuramente l’efficacia delle terapie è strettamente correlata alla precocità della diagnosi. Per anni il laser è stato l’unico rimedio disponibile per curare l’edema maculare diabetico. Ora, con l’arrivo di nuovi farmaci si può mantenere sotto controllo l’edema maculare diabetico attraverso ripetute iniezioni del farmaco nell’occhio. Esistono sia medicinali cosiddetti anti-VEGF, che bloccano la crescita dei nuovi vasi sanguigni (bevacizumab, ranibizumab e aflibercept) sia cortisonici (deltacortene e fluocinolone) e le iniezioni sono eseguite in regime ambulatoriale e rimborsate dal Ssn (i pazienti pagano soltanto il ticket).

La fotocoaugulazione della retina con il laser è invece indicata nella retinopatia diabetica per bloccare le alterazioni vascolari periferiche, distruggere cioè i vasi anomali e le aree retiniche ischemiche che altrimenti potrebbero degenerare. Il laser potrebbe essere usato anche nella regione della macula, per aiutare a riassorbire l’edema maculare, come coadiuvante alle iniezioni intravitreali.

 

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