Naturopatia e Iridologia

Scritto il 27 settembre 2015 nella Categoria

CONTROLLARE IL PESO SENZA CONTARE LE

CALORIE? OGGI SI PUO’!!!

 

Come si può comprendere se un alimento, un integratore o un rimedio

naturale ancora prima di assumerli potranno darci un beneficio oppure no?

Quante volte ci siamo sentiti dire che per dimagrire occorre non

mangiare? Quante volte ci è capitato di sentirci affaticati, stanchi e di

cattivo umore dopo una estenuante dieta? E perché alcune persone

mangiano a sazietà senza ingrassare, mentre altre non appena mangiano

qualcosa in più aumentano subito di peso?

E ancora…

– E’ possibile studiare con attenzione le caratteristiche energetiche

individuali per prevenire i più comuni disturbi intervenendo prima

che si sviluppi una vera patologia?

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Vladimiro Colombi

IRIDOLOGIA: oggetto e ambito di applicazione

 

Ognuno di noi porta in sé caratteristiche proprie dalla nascita che,insieme al contesto sociale, lavorativo,famigliare e affettivo determinano in buona parte il corso della nostra vita.

Due gemelli omozigoti, per esempio, pur essendo portatori dello steso patrimonio genetico, possono sviluppare problemi di salute e comportamenti anche molto diversi. Ciò presuppone quindi che non esista identità di soluzioni o di accadimenti, nonostante l’eredità genetica sia la stessa. In effetti ogni individuo percorre la propria strada con i mezzi di cui dispone, conseguendo un diverso risultato rispetto ai suoi simili in virtù delle strategie comportamentali adottate.

E’ possibile dunque ricavare informazioni utili di sé per costruirsi un “modus vivendi ad personam?”

Al quesito risponde egregiamente l’iridologia, la cui finalità è quella di individuare anzitempo le strategie quotidiane da mettere in atto per ottimizzare il proprio benessere e la propria salute.

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Il nostro corpo fisico è ricco di “mappe” che rappresentano e riflettono organi, apparati e meridiani. Ne sanno qualcosa sia la medicina tradizionale cinese che molte altre terapie impiegate dai numerosi operatori del benessere:riflessologi, agopuntori, terapie auricolari, shiatsu etc etc….

Per quanto riguarda lo studio dell’iride esso rivela all’esperto preziose informazioni circa gli elementi che ci caratterizzano, aiutandoci così a comprendere chi siamo e, soprattutto, qual è la nostra costituzione di appartenenza (altrimenti detta diatesi).

Un primo esempio esemplificativo può essere quello, per esempio, di conoscere la rappresentazione degli organi all’interno dell’iride al fine di esaminare le tendenze individuali identificando, pertanto, i comportamenti i comportamenti più idonei per una efficace prevenzione. Ben inteso: non si tratta  di compiere nessuna diagnosi e nessuna prognosi, entrambe di competenza medica. Si tratta, semmai, di uno studio di costituzione, overo di uno studio mirato ad approfondire quelle caratteristiche uniche ed originali che ognuno di noi porta in sé.

Soprattutto in questo senso l’iridologia diventa uno strumento prezioso finalizzato ad una maggiore conoscenza di se stessi e ad una consapevole gestione del proprio benessere. Poniamo il caso in cui l’alterazione dell’equilibrio di una persona non sia legato ad un disturbo fisico ma piuttosto mentale, emotivo o energetico: in questa eventualità ben poco può fare la diagnosi medica “in senso stretto”, mentre preziose informazioni possono essere ricavate da un’attenta osservazione iridologica. Essa infatti ci aiuta a chiarire quali possano essere le cause alla base di una cefalea legata a problemi digestivi, distinguendola da una emicrania dipendente da una costante tensione psico-emotiva. Molti comuni disturbi, dall’ansia ai problemi digestivi o all’insonnia traggono spesso una spiegazione da una attenta osservazione iridologica.

L’iridologia ha origini lontane e non precise. Sappiamo che i sacerdoti caldei e i cinesi la praticavano qualche migliaio di anni prima di Cristo. Seguirono poi Ippocrate, Paracelo (il cui vero nome era Teophrast Bombast von Hohenheim) e molti altri che intuirono le sue enormi potenzialità.

Ma il maggior contributo è ad oggi attribuibile al medico ungherese Ignaz von Peczlely che con la sua opera del 1881 “Avviamento allo studio della diagnosi oculare” iniziò una ricerca organica in materia. Seguirono poi molti altri studiosi in diverse nazioni europee: in Francia nel 1923 Leon Vannier e Fortier-Bernoville, furono tra i più autorevoli iridologi, mentre in Germania Scnabe, Maubach e soprattutto Angerer rimangono tra i più illuminati esponenti di questa metodica.

L’Italia si segnala per alcuni nomi della statura di Siegfried Rizzi, scomparso nel 1987, e altri importanti contemporanei, tra i quali vale la pena annoverare i medici dr.Enzo di Spazio, dr. Padre Emilio Ratti e Bernardo Lembo. Ad ognuno di loro fanno capo differeti “scuole” che hanno sviluppato impostazioni parzialmente diverse privilegiando a volte un indirizzo organicista, come nel caso di della scuola tedesca, e altre volte un approccio di carattere psicosomatico, di cui il dr. Lucio Birello rimane tra i più importanti studiosi italiani.

Nell’ambito dell’indirizzo organicista resta fondamentale la centralità dell’apparato gastro-intestinale: propugnatori di tale indirizzo sono stati il Prof. Bernard Jensen e l’italiano Luigi Costacurta, del quale restano alcune opere interessanti e una scuola di neuropatia nella città di Trento.

L’iridologia psicologica invece, ha per oggetto lo studio delle relazioni tra zone iridologiche definite e le possibili aree di proiezione psicologca. Sempre a Rizzi, e poi al dr. Di Spazio, vanno attribuiti gli studi relativi all’Opi (l’orlo pupillare interno) dai quali è stato possibile ricavare maggiori informazioni sulle caratteristiche costituzionali organiche e psicologiche del soggetto.

La ricerca iridologica mondiale degli ultimi decenni ha registrato, inoltre, importanti passi avanti aprendo nuovi orizzonti cui hanno fatto seguito alcune affascinanti scoperte che aiutano a meglio comprendere la nostra costituzione sotto vari aspetti.

Alcuni anni or sono presso L’università di Mosca, sono stati compiuti studi eclatanti che hanno chiaramente dimostrato la correlazione tra la stimolazione di un uno rappresentato sull’iride (corrispondente alla proiezione dell’organo) e la variazione dell’energia dell’organo stesso. Questi esperimenti hanno dunque messo in luce la correlazione tra mappa iridologica e organi stessi fornendo un importante contributo nell’ambito dell’iridologia fisica.

In Itali, invece, Daniele Lo Rito ha sviluppato una serie di studi molto interessanti che consentono di leggere dal bordo della corona (e cioè quel “collaretto” che è facilmente visibile ache ad occhio nudo tra l pupilla e il margine esterno dell’iride) il cosiddetto “cronorischio”, cioè quelle condizioni di maggior pericolo per la salute, in seguito al verificarsi di anomalie quantitative e/o temporali nell’economia delle funzioni biologiche (citazione tratta da: “Daniele Lo Rito- Il Cronorischio -1993).

Grazie a tali elaborati è stato possibile coniugare agli studi di iridologia organicista un nuovo elemento: il tempo. Il lavoro di Lo Rito ha aggiunto nuove opportunità di indagine permettendo di individuare in quali momenti della nostra vita biologica potrebbero manifestarsi problemi di salute.

Merita infine un breve cenno anche la sclerologia, che è quella branca dell’iridologia che si interessa dello studio della parte bianca del bulbo oculare (sclera) attraverso l’analisi dei capillari, della loro forma e della loro localizzazione. Sostenitori dell sclerolgia hanno proposto una mappa dettagliata delle aree della sclera che corrispondono ai vari organi. Secondo loro si possono leggere i vari organi sulla sclera a seconda della presenza o assenza di capillari in quella zona oppure attraverso variazioni della forma del capillare, del vaso sclerale. In Italia, uno dei principali studiosi della sclera è Fabrizio Minisini, che relaziona i segni sclerali con quelli che simultaneamente si manifestano nelle iridi.

In corrispondenza delle zone iridee interessate dalla presenza dei vasi si distinguono tra loro a seconda della forma, colore, calibro o diametro, e posizione rispetto ai settori dell’iride.

IRIDOLOGIA: LE PRINCIPALI COSTITUZIONI, I SEGNI IRIDOLOGICI E LE SUE DISCROMIE

In questa seconda parte vorremmo invece affrontare più in dettaglio le costituzioni iridologiche, i segni e i cromatismi iridei.
Le costituzioni.

Secondo W. Hauser, uno dei massimi esponenti di questa tecnica di osservazione naturopatica, le costituzioni iridologiche possono essere suddivise in tre grandi categorie: le costituzioni linfatiche (fig. 1), quelle ematogene (fig. 2) e quelle miste.

Nella prima famiglia rientrano le iridi di colorazione azzurra, notoriamente tipiche delle popolazioni nordiche. A questa costituzioni sarebbero riconducibili predisposizioni riguardanti le strutture mucose, sierose nonché immunologiche. In tali soggetti si riscontrerebbero con maggiore frequenza tendenza a crisi asmatiche su base allergica.

Alla seconda famiglia invece, quella delle ematogene, apparterrebbero le iridi di colorazione marrone. Tali soggetti svilupperebbero maggiore predisposizioni a disturbi del metabolismo intermedio, con particolare riguardo al metabolismo epatico. In costoro si potrebbe cioè verificare una difficoltosa metabolizzazione del ferro e della vitamina B12. Anche iperglicemia, iperlipidemia, e tendenza alle intossicazioni sarebbero più ricorrenti in questa costituzione.

Nell’ultima famiglia infine rientrerebbero le cosiddette costituzioni miste, caratterizzate da una doppia colorazione iridologica: azzurra da una parte e marrone dall’altra. Qui le predisposizioni sarebbero meno nette e definite, e potrebbe verificarsi una sovrapposizione di entrambe le tendenze. Tuttavia, in questa costituzione iridologica, si aggiungerebbero anche talune predisposizioni specifiche, come per esempio la tendenziale insufficienza biliare e pancreatica, responsabili di disbiosi intestinali e difficoltà digestive. In verità il condizionale è d’obbligo: nella pratica iridologica capita non infrequentemente di incontrare persone che, pur portatrici di caratteristiche costituzionali iridologiche chiare e definite, non riferiscono problemi tipici della costituzione di appartenenza. Ma come spiegato anche in precedenza, di tendenze stiamo trattando, e non già di diagnosi.

Va inoltre aggiunto che ogni individuo è un mondo a sé, con la sua storia e il suo vissuto, che vive integrato nel mondo da cui assorbe e al quale cede energia. Rimane dunque fondamentale interrogare sempre il soggetto per cercare un riscontro alle nostre ipotesi.

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