La teoria e la filosofia della terapia cranio-sacrale risponde a 5 criteri
- mobilità delle ossa del cranio
- mobilità del sacro tra le due iliache
- motilità del sistema nervoso centrale
- fluttuazione del liquido cerebro-spinale
- tensione reciproca delle membrane intra-craniche
Alcuni punti sono ancora oggi discordanti anche se questa metodica e praticata da tanti e con notevoli successi. Le manovre non devono essere importanti o aggressive per ottenere un risultato. Le manipolazioni classiche anno il loro interesse ma a volte le manovre energetiche sono più indicate. Prendiamo per esempio un neonato, nel quale la struttura e solo cartilagine le articolazioni non sono mature, i visceri non si articolano come un ginocchio, il cranio non si muove come le altre articolazioni…. Però esiste sul cranio un movimento proprio, particolare e di bassissima ampiezza. Gli osteopati che percepiscono e utilizzano questo movimento ottengono ottimi risultati su disturbi tipo :
Stenosi del piloro del neonato, cefalea, labirintite……
Come si muove il cranio
L’uso del metodo numerico (ha fatto le sue prove già da anni nell’ aeronautica, nell’industria automobilistica e in medicina per migliorare le tecniche chirurgiche (protesi articolari, by-pass coronariche …)) consente di confermare quello che l’osteopata percepiva.
La deformazione è consecutiva a la variazione di pressione del LCR sulla tavola interna del ossa cranico.
I valori ottenuti sono dell’ ordine del micrometro (1.8 micrometri).
La frequenza della fluttuazione del LCR va da 6 a 15 cicli al minuto.
L’osteopata esperiente è in grado di percepire e usare, secondo le tecniche di H.I Magoun, WG Sutherland ect…, questo “movimento” per curare i pazienti nel quadro della terapia cranio-sacrale.



